Dissesto strade
Da tempo lamentiamo la mancanza di interventi strutturali nelle nostre strade che ora si presentano particolarmente dissestate con grave rischio per l’incolumità dei mezzi e delle persone.
Si tratta di strade ove la riparazione con asfalto a freddo delle buche ha, specie d’inverno, brevissima durata, mentre le riparazioni con conglomerato bituminoso a caldo, effettuate in tempi rapidi e senza adeguata attenzione per lo strato sottostante, sono risultate pure di durata limitata per la reazione prodotta dal manto sottostante su quello soprastante che è, peraltro, sempre di pochi centimetri di spessore.
Un esempio è dato dalla asfaltatura a caldo di Via dei Romagnoli nel centro di Ostia Antica dove, già qualche settimana dopo l’esecuzione dei lavori, l’asfalto ha cominciato a indebolirsi in più punti per il peso degli autoveicoli e sul manto stradale si sono create prima delle “camolature” e, poi, delle fessure presto trasformatesi in “ragnatele”.
Il Comitato ha effettuato recentemente una ricognizione dei punti di maggiore dissesto stradale in uno con gli spazi ove si creano estesi allagamenti in caso di pioggia che saranno trasmessi, facendo seguito a numerose altre segnalazioni, al Municipio nella speranza che si provveda senza il criterio dei più redditizi bacini di voto.
Possiamo fornire, a chi lo desiderasse, copia delle risultanze di detta ricognizione.
Collegata al problema del riassetto della viabilità è anche la questione della acquisizione al demanio comunale delle strade aperte da decenni al pubblico transito come impone il Codice Civile (art. 822), specie se le stesse corrispondono per dimensione e caratteristiche minime a quanto previsto dal codice della strada.
Più problematica può risultare l’acquisizione di quelle strade che presentano una larghezza inferiore a quella minima stabilita dal Codice della Strada per le quali, un eventuale arretramento delle recinzioni, dovrebbe comportare il varo da parte del Comune di un provvedimento di ripianamento delle spese per il riallaccio delle utenze, così come sembra sia stato effettuato in un comune vicino.
Non è comunque accettabile che strade di grande utilità sociale quale la Via del Collettore Primario, siano ancora classificate come private e che tale condizione possa essere richiamata dal Comune per giustificare la mancata realizzazione di alcuni servizi pubblici a rete.
